Kad3 Group ha formato i primi tecnici volontari che voleranno in Repubblica Centrafricana

Kad3 Group ha formato i primi tecnici volontari che voleranno in Repubblica Centrafricana

I tecnici installeranno un impianto fotovoltaico off grid (11,2 kW) nella missione dei Carmelitani di Bozum.

Kad 3 Group ha ospitato presso la propria sede i primi due tecnici volontari che lavoreranno al progetto umanitario Seva per l’Africa. Il gruppo di Monopoli è infatti responsabile tecnico per gli impianti fotovoltaici off grid realizzati in Togo (Comunità Cuori Grandi di Amakpape), Tanzania (latteria di Njombe nella Rift Valley), Benin (casa di accoglienza “Madre Ursula” di Materì) e Repubblica Centrafricana (missione di Bozum gestita dai padri Carmelitani). Maurizio Parola e Mario Mazzali – i due tecnici volontari – hanno effettuato una settimana di training sul kit proprietario HyRei, un vero e proprio sistema centralizzato, off-grid e dotato di storage destinato alla produzione integrata di energia elettrica da fonti rinnovabili non programmabili in assetto “Stand-Alone. A Bozum i due volontari potranno così installare e mantenere efficiente il nuovo impianto fotovoltaico off grid da 11,2 kW. Ciò che rende HyRei di Kad3 Group unico è la sua capacità di funzionare con tutti i sistemi di energie rinnovabili insieme o separatamente a quelle tradizionali (fossili) e di gestire e conservare le informazioni ricevute, in modo da poter ottimizzare sia le risorse disponibili che i consumi dell’utenza.

Maurizio Parola è anche il nipote del padre carmelitano Aurelio Gazzera, “l’uomo che ha piegato il fucile ai ribelli”, come recita una filastrocca cantata in lingua Sango dalla gente del luogo. Padre Aurelio è l’anima e il cuore della missione di Bozum. Chi lo conosce e ha avuto la fortuna di incontrarlo non può non essere stato contagiato dal carisma grazie al quale riesce a gestire le situazioni più pericolose. Come quando ha affrontato a muso duro i miliziani ribelli che da mesi hanno messo a ferro e fuoco il Paese. Un giorno – quando un miliziano recatosi nel centro sanitario della missione si era lamentato con lui per il male ai denti che non lo lasciava dormire – padre Aurelio lo aveva apostrofato più o meno in questo modo: “Di che piagnucoli? Ti succede come la maggior parte della gente che non dorme a causa vostra”. Il suo blog (http://bozoum.blogspot.it) è ormai un “must” per chi si occupa di questioni umanitarie. Mario Mazzali è invece un tecnico già esperto di sistemi ed impianti elettrici e come volontario si reca a Bozum un paio di volte all’anno. Che si parli di sistemi complessi o di pratiche burocratiche ha sempre una soluzione per tutto.

L’impianto fotovoltaico di Bozum sarà in grado di fornire elettricità a circa 2.000 persone, oltre a ridurre di circa il 96% i consumi del gasolio. Per l’impianto di Bozum si prevede una produzione di energia elettrica annuale di circa 18.000 kWh in grado di evitare circa 9000 kg/anno di emissioni di CO2.

Di fatto HyRei, oltre a essere un prodotto estremamente versatile e scalabile, può trovare applicazione ideale in molti settori: da quelli più collaudati – come l’alimentazione di centri a forte irraggiamento solare (eventualmente combinata anche con la produzione di energia derivante da altri tipi di fonte rinnovabili come biomasse o idro) ma isolati da una rete di distribuzione elettrica o al servizio di trasmettitori e ripetitori per la telefonia mobile – fino ai progetti più innovativi – come ad esempio Sun Street, pensato dal centro ricerca del Gruppo Kad3 per illuminare interi chilometri di strade grazie all’energia fotovoltaica. Così, se durante il giorno HyRei converte l’energia solare in energia elettrica, di notte le batterie rilasciano l’energia elettrica accumulata per alimentare particolari sistemi di Led luminosi.